Pioggia settembrina

Mi ricordo piogge di fine estate accompagnate dalla nostalgia e dalla speranza: la fine della spensieratezza estiva e il sereno ritorno dell’acqua per i campi aridi.

Da poco, la pioggia settembrina cela un senso di insicurezza e di maledetta paura. E lampi come bombardamenti, e scroscio d’acqua come cascate.

Non è come scorrere freddi la cronaca digitale di terremoti e valanghe.
Sono le tue strade a essere state toccate. I vicoli dove hai passeggiato, i viali dove hai corso con la squadra, i marciapiedi dove hai parcheggiato il motorino. Livorno sulla pelle, come un tatuaggio riarso.

Da poco, la pioggia settembrina mostra un volto minaccioso.
Si è insinuato anche tra i livornesi, lo stesso senso d’indefinito timore per la vista dei blocchi di cemento anti furgoni nelle piazze.

Si aggirano abbattuti, la testa china e pensierosa. Non c’è spazio per l’ironia amata o ardite metafore. Un’aria pesante, mestamente e realmente condivisa. Si contano le perdite. Una passeggiata silenziosa tra fango e macerie accumulate. Un dopoguerra.

Da poco, la pioggia settembrina ha scalfito questo buio, fitto come tristezza nel cuore, con la luce della speranza: giovani con piedi per terra e vanghe in spalla, integrazione solidale e silenziosa. La promessa di un nuovo inizio, come quando ero piccolo, e ricominciava la scuola.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...